Via delle Batterie e Vasca Moresca: ordinanza estiva nel solco dei provvedimenti storici, con il primo richiamo alla sentenza del Consiglio di Stato. Ma l’assenza della navetta rischia di vanificarne gli effetti.
Ribadiamo preliminarmente che la Strada Comunale delle Batterie è sempre stata pubblica e comunque destinata all’uso pubblico. Come la nostra Associazione sostiene e documenta da anni, la successiva denominazione di “strada privata”, assunta nel 1985, deve ritenersi impropria e illegittima rispetto alla natura storica, funzionale e pubblica del tracciato.
L’ordinanza n. 57 dell’11 giugno 2026 si colloca nel solco dei provvedimenti stagionali adottati da decenni per disciplinare, nel periodo estivo, il transito e la sosta lungo Via delle Batterie e Via Vasca Moresca.
Anche quest’anno il provvedimento è motivato da esigenze di prevenzione degli incendi boschivi, sicurezza stradale e necessità di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e antincendio.
In particolare, dal 15 giugno al 15 ottobre 2026, viene istituito il divieto temporaneo di transito per gli autoveicoli, con esclusione di residenti, proprietari, detentori di immobili e ospiti delle strutture ricettive presenti in loco, oltre al divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati delle strade interessate.
Rimane invece consentita la circolazione di motocicli, ciclomotori, biciclette ed e-bike.
L’elemento realmente nuovo e significativo è però un altro: per la prima volta, in un atto ufficiale del Comune, viene espressamente e opportunamente richiamata la sentenza del Consiglio di Stato n. 1632/2025, pubblicata il 25 febbraio 2025.
L’ordinanza afferma infatti che tale pronuncia ha riconosciuto la legittimità degli interventi pubblici di gestione delle strade anche quando non vi sia una titolarità pubblica di diritti reali sull’area, purché vi sia un uso pubblico della stessa.
Viene inoltre richiamato il principio secondo cui, anche in presenza di proprietà privata — fermo restando che la sentenza n. 1632/2025 non si pronuncia sulla titolarità della strada né sulla proprietà del sedime — l’Amministrazione può esercitare i poteri previsti dal Codice della Strada per disciplinare il transito e l’uso della strada, essendo le strade vicinali assimilate alle strade comunali ai sensi dell’art. 2, comma 6, lett. D, del D.Lgs. 285/1992.
Questo passaggio assume particolare rilievo perché segna un cambio di impostazione formale: l’ordinanza non si limita più a reiterare divieti stagionali per ragioni di sicurezza, ma fonda espressamente l’intervento comunale su un principio giuridico ormai affermato, riconoscendo che l’uso pubblico della strada è sufficiente a legittimare l’esercizio dei poteri pubblici di regolazione, indipendentemente dalla proprietà formale del sedime.
Resta però il punto critico, che rischia di vanificare l’efficacia concreta del provvedimento: l’assenza di una misura politica e organizzativa capace di gestire realmente l’accesso all’area.
Da anni proponiamo l’istituzione di una navetta circolare dal centro storico verso Via delle Batterie e le aree di accesso al mare.
Senza un servizio alternativo, ordinato e accessibile, è prevedibile che anche questa stagione balneare riproponga le stesse situazioni degli anni passati: auto lasciate in modo disordinato nel tratto antistante il civico 39, restringimenti della carreggiata, imbottigliamenti e difficoltà di transito proprio nei punti in cui dovrebbe essere garantita la piena accessibilità ai mezzi di soccorso e antincendio.
In sostanza, il rischio è che il problema non venga eliminato ma soltanto trasferito: si alleggerisce il tratto successivo al civico 39, ma si concentra la pressione veicolare nel tratto compreso tra il Faro e Punta Rossa, dove potrebbero riproporsi le stesse criticità che l’ordinanza intende prevenire.In questo modo si rischia di produrre l’effetto opposto rispetto a quello perseguito dall’ordinanza: non maggiore sicurezza, ma nuova congestione; non migliore fruizione del territorio, ma ulteriore pressione su un’area fragile e frequentata.
È evidente che cittadini, residenti, visitatori e turisti vogliono poter usufruire del mare e delle bellezze del promontorio.
Il compito del Comune dovrebbe essere quello di rendere questa fruizione possibile, ordinata e sicura, anche nell’interesse dell’economia locale.
Per questo l’ordinanza, pur corretta nel suo impianto giuridico, dovrebbe essere accompagnata da una scelta amministrativa concreta: un servizio navetta efficiente, riconoscibile e stabile per tutta la stagione estiva.
La differenza tra amministrare e gestire un territorio non sta nel moltiplicare divieti e limitazioni, ma nel creare le condizioni affinché sicurezza, tutela ambientale e diritto di accesso possano convivere.
I cittadini non chiedono semplicemente di poter entrare: CHIEDONO DI POTER RAGGIUNGERE IL MARE E IL PROMONTORIO IN MODO ORDINATO, SICURO E SOSTENIBILE.
Perché governare non significa soltanto vietare quando sorgono i problemi, ma saperli prevenire e risolvere con organizzazione, visione e capacità gestionale.
Scarica qui la sentenza del Consiglio di Stato (Sez. V, n. 3477/2024, pubblicata il 25/02/2025)
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