Fondazione “Città di Terracina” e gestione dei beni del Circeo e di Sabaudia: criticità di merito e di metodo. Approfondimento

A seguito del primo intervento sulla gestione dei beni culturali dei comuni di San Felice Circeo e Sabaudia, riteniamo necessario approfondire un aspetto centrale della vicenda: il ruolo della Fondazione “Città di Terracina”, individuata come soggetto operativo dell’accordo.

Si tratta di una fondazione di partecipazione costituita nel 2017, formalmente privata ma con partecipazione pubblica, promossa dal Comune di Terracina insieme alla Banca Popolare del Lazio. È uno strumento giuridico spesso utilizzato per attività culturali e turistiche, ma che, nel caso specifico, assume un ruolo ben più rilevante.

Con la proposta di deliberazione della Giunta Comunale n. 60 del 27 marzo 2026, relativa all’Accordo di valorizzazione ai sensi dell’art. 112 del Codice dei beni culturali, si stabilisce che entro sei mesi dalla sottoscrizione si procederà alla modifica dello statuto della Fondazione, al fine di consentire l’ingresso del Ministero della Cultura tra i soci, anche attraverso conferimenti economici o di altra natura.

Questo passaggio introduce un elemento che non può essere sottovalutato: la Fondazione è destinata a diventare un soggetto attraverso cui potranno transitare anche risorse pubbliche.

È su questo punto che emergono le principali criticità.

Sul piano del merito, la scelta di affidare a questa struttura attività che riguardano beni situati nei territori di San Felice Circeo e Sabaudia pone un problema evidente. Si configura infatti un modello in cui beni appartenenti a un territorio vengono inseriti in un sistema gestionale centrato su un ente riferibile a un altro Comune.

È un’impostazione che non condividiamo, perché riteniamo che i beni culturali debbano essere gestiti con il coinvolgimento diretto e determinante dei territori a cui appartengono.

Ma è sul piano del metodo che la questione diventa ancora più rilevante. Dagli atti emerge chiaramente che gli elementi fondamentali della governance non sono oggi definiti.

La composizione degli organi, i criteri di nomina e le modalità di gestione delle risorse vengono rinviati a una fase successiva, attraverso modifiche statutarie che dovranno ancora essere approvate.

In altre parole, si affida la gestione a una struttura le cui regole devono ancora essere scritte.

In questo quadro, non risultano chiaramente individuati nemmeno i meccanismi di controllo, gli obblighi di rendicontazione e le modalità di accesso alle informazioni. Si crea così una situazione in cui, a fronte di un possibile utilizzo di risorse pubbliche, non sono ancora definite le condizioni di trasparenza e controllo.

Alla luce di queste considerazioni, esprimiamo parere negativo su questo modello.

No a questo modello di gestione.

A questo punto è evidente che il problema non è a valle, ma a monte, nel livello in cui è stata assunta la decisione. È su quel livello — il Ministero della Cultura — che riteniamo necessario concentrare l’approfondimento.

Su questa vicenda interverremo ancora, anche per fornire ai cittadini strumenti per una corretta interpretazione dei fatti.

 

 

Centro storico la ringhiera Circeo - Il Fortino
Il Fortino
Centro storico belvedere Circeo - Il Fortino