Ricordiamo, con parole semplici, anche alle giovani generazioni perché il 25 aprile è una festa nazionale.

Il 25 aprile si celebra in Italia la Festa della Liberazione:
una data fondamentale perché segna la fine del nazifascismo e dell’occupazione tedesca, e l’inizio di un nuovo percorso di libertà per il Paese.

È il simbolo della Resistenza e della lotta partigiana iniziata dopo l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio.

La guerra non finì esattamente il 25 aprile 1945:
questa è una data simbolica, scelta perché rappresenta l’inizio della ritirata delle truppe tedesche e della Repubblica di Salò da città come Milano e Torino, grazie all’azione della Resistenza e all’avanzata degli Alleati.

Nel 1946 il 25 aprile venne dichiarato festa nazionale e, dal 1949, è diventato una ricorrenza ufficiale della Repubblica, insieme al 2 giugno.

Da allora, ogni anno, in tutta Italia si tengono manifestazioni e cerimonie per ricordare quel momento storico, tra cui l’omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria.

 

Da quella storia nasce la nostra Costituzione.

Una Costituzione che non parla solo di libertà in astratto, ma garantisce diritti concreti:

  • il diritto di esprimere il proprio pensiero
  • il diritto di riunirsi e partecipare
  • il diritto di vivere all’interno di comunità – famiglia, associazioni, gruppi – dove ogni persona può crescere e contribuire alla vita del Paese

Diritti che oggi sembrano scontati, ma non lo sono sempre stati.
Basti pensare che un tempo non tutti potevano votare, come le donne.

 

Spieghiamolo anche alle giovani generazioni:
la libertà non è qualcosa di automatico.

Ricordare il 25 aprile — per inciso — non è retorica.
Se oggi questi diritti ci sembrano normali, è proprio per questo che è importante ricordare da dove vengono.

La Costituzione insegna: solidarietà e senso civico

     Il senso Civico

     

     

    Associazione Il Fortino
    Il Fortino