La petizione simbolo inviata al presidente della Repubblica è stata sostenuta da 924 firme da tutta italia. Nel periodo della petizione , durato poco più di un mese abbiamo ricevuto sul nostro sito oltre 4800 accessi.

Vogliamo ringraziare gli unici che ci hanno dato segnali di ascolto. Il comandante della stazione dei carabinieri ten. Mancini e il Prefetto di latina Dott. Maurizio FALCO e i suoi stretti collaboratori Dott. Giovanni  Luigi BOMBAGI e Dott.ssa Marialanda IPPOLITO.

Ringraziamo ovviamente tutti voi che ci avete confermato la vostra fiducia con i vostri commenti , ma anche con la costante lettura dei nostri post. Concludendo, come avrete compreso, la nostra attività non è finalizzata a questi post. Molte delle attività svolte dalla nostra associazione non vengono rese pubbliche per evidenti motivi.

Abbiamo inviato al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini questa lettera per informarlo di questi fatti che riguardano il Ministero da lui presieduto.

 

Al Ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo

e.p.c Al Capo Gabinetto Ministero dei Beni e Attività Culturali  e del Turismo

Al Segretario Generale Ministero dei Beni e Attività   Culturali e del Turismo.

 

OGGETTO: San Felice Circeo (LT). a)  installazioni pubblicitarie temporanee localizzate in centro Storico –  Piazza Vittorio veneto.

 

Egregio Ministro,

Mi rivolgo nuovamente a Lei in qualità di Presidente dell’ Associazione Il Fortino costituita in San Felice Circeo (atto notaio Mazzarella del 3 ottobre 1987, Rep.n.67135,Racc.n.9646.  Codice Fiscale n.91013210595  attribuito il 10/10/1987) per rappresentarLe la nostra insoddisfazione in merito alla vicenda di cui alla lettera del 06/09/2020.

A seguito dei nostri esposti del 02-08-2020 e del 26-08-2020, il MiBACT – Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le Provincie di Frosinone, Latina e Rieti -, li riscontra con la nota n. 11.837 del 17-09-2020, in allegato (All.1).

Essi riguardavano l’utilizzo improprio degli spazi pubblici del Centro Storico, ed essenzialmente:

  • L’ allestimento di una pedana espositiva vietata persino dal Regolamento di Occupazione di Suolo Pubblico Comunale, sita nella Piazza principale del Centro Storico al di sotto della Torre dei Templari (edificio con vincolo Ministeriale) su cui è stata esposta un’automobile di grandi dimensioni, illuminata durante la notte, che produceva un notevole inquinamento visivo;
  •  Una diffusa cartellonistica pubblicitaria distribuita in tutta la piazza principale e su Corso Vittorio Emanuele, asse viario più importante del centro storico, priva di alcuna autorizzazione.

 Il MiBACT, nel formulare il suo riscontro si è attenuto ai carenti chiarimenti ricevuti dall’Amministrazione comunale, che non indicavano esattamente cosa è stato realizzato a fronte di ciò che era stato autorizzato. Sulla base di queste informazioni strumentali si è limitato solo a valutare gli  interventi in base alla normativa, senza approfondire la questione nel merito dell’ impatto visivo prodotto dall’istallazione, formulando inoltre, un’ interpretazione soggettiva e riduttiva delle norme prescritte per i Centri Storici tutelati dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, che peraltro vietano la posa di cartelloni pubblicitari (art.30, tabella C, punto 5,5).

Riteniamo che la risposta che ci è stata data sia deludente e preoccupante, poco attenta alla tutela paesaggistica degli spazi pubblici dei centri storici, che non può essere sottomessa agli interessi economici legati alla pubblicità commerciale. Pubblicità che peraltro non ha prodotto benefici pubblici, ma soltanto utili ai  privati ai quali il Comune ha concesso l’utilizzo del suolo pubblico.

Sintetizzando i fatti: il MiBACT  ha ritenuto che gli interventi rientrassero tra quelli liberalizzati dal DPR 31/2017 (punto A.16) che non necessitano di Autorizzazione Paesaggistica. A nostro giudizio, in considerazione che la nostra segnalazione era documentata  fotograficamente, avrebbe quanto meno dovuto accertare che tali interventi rispondessero al “criterio generale di lieve entità e di scarso o nullo impatto paesaggistico” (Circolare 42/17, a pag.30, relativamente ai punti A.16-A.17), e non ci risulta che sia così in quanto gli impianti hanno, indiscutibilmente, un notevole impatto visivo nella percezione degli spazi pubblici del centro storico, la cui tutela è prevista dalle numerose norme presenti sul territorio.

Riprendendo la questione relativa alla cartellonistica, la Soprintendenza ribalta la logica delle prescrizioni del PTPR che la vietano, con la motivazione che in tale divieto non è specificata la natura temporanea o permanente dei manufatti e che sia riferito solo a interventi in grado di influire in maniera definitiva sul contesto paesaggistico. A nostro giudizio, proprio nell’ assenza di prescrizioni temporali, la norma va interpretata come divieto assoluto; l’analisi della casistica degli interventi consentiti dal PTPR in vigore nei centri storici tutelati e pertanto in quello del comune di San Felice Circeo  è talmente dettagliata (composta nel nostro caso di ben 14 pagine) per cui ci risulta riduttiva l’ interpretazione soggettiva assunta.

 Inoltre, vogliamo citare il comma 6 dell’art.30 del PTPR che evidenziando gli scopi di detto piano in relazione ai centri storici, così recitaLa tutela è volta alla valorizzazione dell’identità culturale e alla tutela dell’integrità fisica attraverso la conservazione del patrimonio e dei tessuti storici nonché delle visuali da e verso i centri antichi anche mediante l’inibizione di trasformazioni pregiudizievoli alla salvaguardia.

Sappiamo che le norme del PTPR possono essere legittimamente più restrittive delle norme generali di tutela delle leggi nazionali proprio perché entrano nel dettaglio di situazioni specifiche valutate puntualmente e come tali vanno applicate.

Riteniamo che la salvaguardia della percezione e delle visuali del centro storico vada esercitata in modo permanente, né possono essere inseriti elementi turbativi solo perché di durata inferiore a 120 giorni. Le foto del centro storico allegate servono ad evidenziare la forzatura che si è attuata (All. 2).

In merito alla pedana, avevamo inoltre evidenziato, come il Regolamento di Occupazione di Suolo Pubblico Comunale (art.19, comma 9, punto l) ne vietasse l’ installazione per tutelare la  pavimentazione in pietra posata per riqualificare il centro storico, ma su questo aspetto la Soprintendenza non ha fatto alcun approfondimento.

Siamo pertanto delusi e preoccupati dalla risposta ricevuta dal MiBACT che si sofferma solo su discutibili  e contradditorie questioni normative senza entrare nel  merito della questione posta.

La nostra preoccupazione è fondata dall’ esperienza  vissuta  a seguito DEGLI IRREPARABILI DANNI ARRECATI DIRETTAMENTE AL NOSTRO INESTIMABILE PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Dall’allora Soprintendenza archeologica per il Lazio CON UN “RESTAURO”, APPALTATO E DIRETTO NEL 1988, CHE HA DISTRUTTO PER SEMPRE IL PRIMO TRATTO DELLE MURA  Poligonali (IL PIÙ IMPORTANTE, QUELLO DELL’INGRESSO all’Acropoli Circei, opera definita “ciclopica” appunto per le dimensioni dei massi perfettamente postI  in opera a secco e di cui nel Lazio ci sono soltanto altri due esempi: Norma e Alatri). Durante i lavori di “restauro” oltre 40 metri lineari di mura, sono state arbitrariamente abbattute, tagliate a pezzi e successivamente rimontate, senza nessuna base scientifica, uno  studio preliminare, un progetto. Basta recarsi sul posto per vedere la grande differenza di tessitura muraria nel primo tratto, interessato dai “restauri” e il tratto finale, salvato dalla nostra associazione che all’alba di un giorno di settembre occupò il cantiere, trovando quello che si vede nelle foto (All.3).  Danno al patrimonio al quale mai fu posto rimedio a distanza di 32 anni. Alti funzionari della Soprintendenza  furono rinviati a processo, che purtroppo fini in prescrizione, anche grazie all’assenza del Comune che ritenne di non doversi costituire parte civile.

Riteniamo che l’interpretazione della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le Provincie di Frosinone, Latina e Rieti, insieme all’assenza di autorizzazione Comunale, in merito alla posa della cartellonistica pubblicitaria, crei un precedente allarmante: chiunque può realizzare allestimenti pubblicitari, di qualsiasi natura  e dimensioni che durino meno di 120 gg. Il prossimo anno ci potrebbero essere ben altre aziende interessate ad occupare gratuitamente e senza autorizzazione il nostro centro storico.

Per quanto concerne l’Amministrazione comunale di San Felice Circeo ,  temiamo che l’interesse economico e pubblicitario (al solo vantaggio di privati) con il coinvolgmiento delle istituzioni preposte alla tutela, possa determinare in futuro un precedente e una situazione difficilmente modificabile.

Infine, con la presente Le chiediamo si adoperi affinché la Soprintendenza esplichi la sua alta sorveglianza con più partecipazione, aggiornando l’attuale normativa di tutela esistente sull’intero patrimonio – archeologico, storico, architettonico, paesaggistico e immateriale -, perché assistiamo al triste ed inarrestabile depauperamento del nostro territorio a causa di interventi incongrui, autorizzati e non, di ogni tipo. E’ un impegno comune che lo dobbiamo alle giovani generazioni!

 

Distinti saluti

San Felice Circeo 06/10/2020                                           

                 Associazione ”Il Fortino”

Codice Fiscale 91013210595 costituita il 10/10/1987,

                il legale rappresentante

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