Chi Siamo

 

Storia

L’Associazione “Il Fortino” nasce nell’estate del 1987 in difesa della strada comunale “delle Batterie”, svenduta per un milione di lire ad un consorzio di privati: si tratta dell’unica via di accesso a 1/3 del promontorio e del Parco Nazionale, dove si trova il fortino napoleonico delle Batterie, da cui l’Associazione ha preso il nome.

Dopo la vendita fu issato un cancello che era presidiato da un guardiano. Il Fortino, dopo aver impedito la chiusura definitiva, si impegnò in un lavoro di ricerca storico-giuridica per dimostrare che la strada da sempre era pubblica.

Il Comune purtroppo non ritenne di dover far valere il diritto di prelazione.

Quello che vedete a destra è un manifesto murale, il primo documento del Fortino.

Purtroppo è ricomparso il Guardiano ed il Comune, mentre in precedenza vietava la sosta sulla strada, quest’anno ha vietato il transito h24.

I soci fondatori furono: Gina Di Bucci, Franco Martufi, Giancarlo Palombi, Gianfranca Rainone e Giulio Schisani (primo presidente e attuale legale rappresentante). Successivamente la carica di presidente fu assunta anche da Gabriele Lanzuisi.

Tra le svariate attività, si è occupato di recuperare circa quindici vecchi sentieri abbandonati. Molti giovani dell’Associazione si sono adoperati per più di due mesi alla ricostruzione dell’antico sentiero di Torre Fico, che collega via del Faro alla spiaggetta del Porto. 

La foto a destra mostra un momento dell’intervento con Walter Osvaldo Di Prospero e l’allora presidente Gabriele Lanzuisi. 

Nel settembre del 1988, i giovani soci del Fortino mettono in atto un’occupazione del cantiere dei lavori alle Mura Ciclopiche, bloccandoli per salvarle dall’azione delle ruspe. 

 

Il Milione
riapertura sentiero Torre Fico Porto

Si trattava di lavori di restauro gestiti dalla Sovrintendenza Archeologica del Lazio che stavano deturpando l’antica opera. Dopo alcune segnalazioni alle autorità preposte, l’Associazione si assunse la responsabilità di fermare lo scempio. Seguì il sequestro dei Vigili urbani, confermato dal pretore di Terracina.

Furono rinviati a giudizio dirigenti della Sovrintendenza e Ditte esecutrici , ma anche grazie all’assenza del Comune che non si costituti  parte lesa, il processo fini in prescrizione.

Le tracce, insanabili, dello scempio sono visibili sul lato sinistro delle mura arrivando dal piazzale. Sotto alcune delle foto che ritraggono quello che trovammo sul cantiere dopo l’occupazione.

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Successivamente il Fortino si occupa di presentare osservazioni al Piano Paesistico che il Comune presentava alla Regione, aprendo la strada ad un aumento di densità edilizia per strutture alberghiere, lasciando invece non risolto il problema abitativo delle giovani famiglie sanfeliciane. Il Fortino sostenne con convinzione che il promontorio era fulcro dell’economia turistica di San Felice Circeo grazie alle sue bellezze naturali. Tra le proposte a cui si oppose l’associazione, c’era quella che prevedeva l’edificabilità nella zona di quarto freddo, cosa che avrebbe deturpato definitivamente il promontorio.

Nel corso degli anni, l’associazione si è fatta carico di una serie di innumerevoli esposti di denuncia di abusi di varia natura a danno del territorio.

Il Fortino si è occupata poi della ricostruzione e del riposizionamento della Croce presso la località delle “Crocette”, dopo essere stata distrutta con più atti vandalici quali un incendio.

L’associazione si è dedicata alla questione degli accessi al mare sulla scogliera di Quarto Caldo. Con un rilevante studio con cui sono stati reperiti atti notarili riguardanti cessione di aree e terreni dal Barone Aguet al Comune di San Felice , negli anni ‘50. Grazie a questi atti fu possibile recuperare alcuni “accessi”.

Di pari passo alla salvaguardia del territorio, “Il Fortino” ha organizzato attività artistiche, culturali e sociali: mostre di pittura per artisti locali, corsi di ceramica, di tessitura e di grafica…

L’Associazione si è occupata inoltre del problema della tossicodipendenza e dell’AIDS a San Felice Circeo, pubblicando anche un libro: “Dall’indifferenza alla partecipazione”.

Il Fortino si è dedicata alla questione dell’assenza di una biblioteca nel nostro paese. Dopo aver restaurato una ex cantina, i ragazzi del Fortino la trasformano in una piccola biblioteca aperta a tutti accettando donazioni di testi che presto la riempirono: opere anche importanti, come alcune del Professor A.C.Blanc, poi donate alla fondazione Zei. Dopo un’azione legale nei confronti dell’amministrazione, oggi San Felice ha, seppur chiusa, una sua Biblioteca dove si trovano anche i libri raccolti.

L’associazione ha contato fino a trecento soci fra cui Alberto Moravia.

Dopo quasi 30 anni (in cui l’associazione è rimasta comunque viva) nel Giugno 2020, a seguito di una ordinanza che permetterebbe a privati di allargarsi sulle spiagge libere senza limitazioni spaziali e temporali, rischiando di sacrificare i già pochi e ristretti (oltre che di minor pregio perché prospicienti i frangiflutti) accessi al mare sulle spiagge, il Fortino ha ritenuto di far sentire nuovamente la sua voce.

 

Un presidio civico per il Circeo

Non abbiamo difeso singoli luoghi: abbiamo difeso l’idea stessa di comunità

Dal 2020 l’Associazione Il Fortino ha ripreso con continuità un’intensa attività pubblica a difesa del patrimonio naturale, paesaggistico, storico, archeologico e civico di San Felice Circeo, del suo Promontorio, del mare, dei sentieri, delle strade storiche, degli accessi e dei luoghi identitari della comunità.

Non si è trattato di una somma di iniziative isolate, né di battaglie occasionali. Al contrario, il lavoro svolto in questi anni ha seguito una linea precisa: difendere i beni comuni, garantire la fruizione pubblica dei luoghi, richiamare le istituzioni alla trasparenza, promuovere senso civico e stimolare una partecipazione più consapevole da parte della comunità.

Questa attività si colloca pienamente nelle finalità statutarie dell’associazione, che è apartitica e senza scopo di lucro e ha tra i propri obiettivi la salvaguardia, la protezione e l’uso ottimale del patrimonio naturale, paesaggistico, culturale, architettonico e archeologico del Circeo.

Le finalità richiamano l’impegno a individuare e analizzare le problematiche legate al corretto uso del territorio, sensibilizzando cittadini, autorità, enti competenti e forze politiche, oltre a promuovere iniziative educative volte a sviluppare senso di responsabilità, impegno personale e collettivo, rispetto dell’ambiente, recupero delle tradizioni locali e partecipazione.

Per questo Il Fortino non ha mai inteso la propria azione come mera protesta. Anche quando ha denunciato abusi, chiusure, abbandoni, concessioni opache, mancati controlli o criticità amministrative, lo ha fatto con spirito propositivo: per stimolare le istituzioni, gli enti competenti, le altre organizzazioni sociali e culturali e la cittadinanza a una responsabilità condivisa.

Il metodo seguito è stato quello della documentazione, degli accessi agli atti, degli esposti, delle lettere aperte, delle petizioni, delle iniziative pubbliche, della ricostruzione storica e della proposta concreta.

Alla base di questo percorso vi è un’idea semplice: il senso civico non è soltanto rispetto formale delle regole, ma cura della comunità, della cosa pubblica, dell’ambiente e dei beni comuni, affinché chi verrà dopo possa goderne con lo stesso diritto, la stessa dignità e lo stesso decoro.

 

2020-2021: il ritorno dell’impegno pubblico

Tra l’estate 2020 e il 2021 molti nodi storici del territorio sono tornati con forza al centro dell’attenzione pubblica: gli accessi al mare, la gestione delle spiagge libere, la tutela del Promontorio, la fruibilità dei sentieri, il destino di luoghi simbolici come Via delle Batterie, Torre Fico, le Casette Verdi, la Grotta delle Capre, la Chiesa dell’Immacolata e il centro storico.

Da quella stagione l’associazione ha progressivamente ricostruito una presenza civica costante. Ha ripreso a studiare documenti, sollecitare amministrazioni, raccogliere testimonianze, pubblicare articoli, organizzare iniziative, dialogare con cittadini e altre realtà sociali.

L’obiettivo non era soltanto risolvere singole vicende, ma riportare nel dibattito pubblico un principio generale: il territorio non può essere vissuto come un insieme di proprietà separate, di accessi chiusi, di luoghi dimenticati o di spazi sottratti alla comunità.

Il Circeo è un patrimonio complesso. È mare, Promontorio, Parco Nazionale, storia romana, memoria napoleonica, centro storico, sentieri, torri, chiese, grotte, tradizioni, paesaggio e comunità. Difenderlo significa tenere insieme tutti questi aspetti.

Già nei primi mesi di questa nuova fase, Il Fortino ha lavorato su due piani paralleli: da una parte la difesa concreta di luoghi e diritti; dall’altra la ricostruzione di una cultura civica fondata su conoscenza, memoria e responsabilità.

Una prima espressione pubblica di questo metodo è stata la Notte della Trasparenza e della Legalità, organizzata il 28 agosto 2021 in Piazza Lanzuisi, presso la piazzetta del Comune. Con tre pannelli espositivi e circa diciassette tavole tematiche, l’associazione pose domande documentate su alcuni dei principali nodi del territorio: Casette Verdi, Strada Comunale delle Batterie, centro storico, Portico di Gamma, Chiesa dell’Immacolata, PRAEET, sentieri del Promontorio, Sentiero da Moravia, accessi al mare e Grotta delle Capre. Fu una delle prime occasioni in cui il metodo del Fortino tornò pubblicamente visibile: documentare, informare, chiedere risposte, coinvolgere i cittadini.

 

Estate 2020: accessi al mare e spiagge libere

Nell’estate 2020 uno dei primi ambiti di intervento è stato quello degli accessi al mare e della gestione delle spiagge libere.

L’associazione ha sollevato con forza il tema della fruizione effettiva del demanio marittimo, contestando situazioni in cui il diritto formalmente riconosciuto di accedere al mare rischiava di essere svuotato nella pratica da chiusure, ostacoli, abbandono, occupazioni, pedane, varchi non regolati o passaggi resi difficili.

Il punto è semplice: una spiaggia può essere formalmente libera, ma se non è raggiungibile in modo chiaro, sicuro e non discriminatorio, quel diritto resta solo sulla carta. Per Il Fortino, dunque, parlare di spiagge libere significa parlare anche di accessi, segnaletica, controlli, manutenzione, sicurezza, demanio, ordinanze e responsabilità amministrativa.

In questa linea rientrano le istanze sulla gestione delle spiagge libere, le segnalazioni relative alla Grotta delle Capre, alle aree demaniali, ai noleggiatori e, più in generale, alla necessità di garantire accessi reali, sicuri e non discriminatori al mare.

La questione non è mai stata trattata come un semplice problema balneare, ma come un tema di legalità, demanio, paesaggio, sicurezza e uso pubblico. L’accesso al mare non è un favore, né una concessione di cortesia. È una componente essenziale della fruizione del territorio costiero.

 

2021-2022: il censimento degli accessi al mare su Via Terracina

Tra il 2021 e il 2022, tra le iniziative più significative sul tema degli accessi al mare rientra il lavoro svolto su Via Terracina, in particolare nel tratto da Torre Olevola fino al confine comunale.

L’associazione ha posto una domanda semplice ma decisiva: dove sono, concretamente, le spiagge libere dichiarate nel Comune di San Felice Circeo, se uno dei tratti maggiormente classificati come libero risulta di fatto difficilmente accessibile?

Il Fortino ha evidenziato che il tratto da Torre Olevola alla fine del confine comunale comprende oltre due chilometri di spiaggia, in gran parte classificata come libera, ma che diversi residence, storicamente utilizzati anche come vie di accesso alla spiaggia pubblica, avevano progressivamente chiuso in modo parziale o totale i passaggi verso il mare.

Nel 2021 l’associazione ha avviato un primo censimento degli accessi. Alcuni simpatizzanti hanno effettuato sopralluoghi su Via Terracina, verificando quali residence risultassero aperti o chiusi e documentando fotograficamente la situazione.

Questo lavoro è stato poi posto all’attenzione degli uffici competenti del Comune e richiamato anche nel confronto dell’agosto 2022 con l’amministrazione, con l’obiettivo di trasformare una percezione diffusa in un quadro documentato, utile per richiedere interventi amministrativi concreti.

Anche in questo caso emerge il metodo dell’associazione: partire da una criticità concreta, verificarla sul posto, raccogliere immagini e documenti, ricostruire il quadro urbanistico e amministrativo, coinvolgere cittadini e simpatizzanti, e poi sollecitare formalmente gli enti competenti.

La battaglia sugli accessi di Via Terracina dimostra bene uno dei principi guida del Fortino: non basta affermare un diritto, bisogna renderlo effettivo. La tutela del mare e della costa passa anche da varchi aperti, percorsi chiari, segnaletica adeguata, controlli e atti amministrativi coerenti.

 

Il Fortino La batteria

 

2020-2026: Strada Comunale delle Batterie: dossier, petizione, tentativi di chiusura, interrogazioni e sentenza

 

La vicenda della Strada Comunale delle Batterie rappresenta probabilmente il cuore dell’attività dell’Associazione Il Fortino negli ultimi anni.

Non si tratta soltanto di una strada. Via delle Batterie e Via Vasca Moresca costituiscono il collegamento storico verso una parte fondamentale del Promontorio: la scogliera di Punta Rossa, la Vasca Moresca, la Batteria di Moresca, il Fortino della Batteria e una porzione rilevante del Parco Nazionale del Circeo e della fascia costiera demaniale.

Per questo l’associazione ha sostenuto con continuità che quei luoghi non possano essere trattati come spazi marginali, riservati a pochi o progressivamente sottratti alla fruizione collettiva. La battaglia non è nata da una semplice contrarietà a un provvedimento amministrativo, ma da un lavoro lungo di ricostruzione storica, catastale, documentale, amministrativa e civica.

Uno degli strumenti centrali di questo lavoro è stato il dossier “Progetto La Batteria”, con il quale l’associazione ha raccolto e ordinato mappe, atti catastali, documenti storici, riferimenti amministrativi, immagini e ricostruzioni utili a sostenere la funzione pubblica e l’uso collettivo della strada.

La vicenda ha radici profonde. Già dopo la tentata vendita del 1987, quando fu issato un cancello presidiato da un guardiano, Il Fortino si impegnò in un lavoro di ricerca storico-giuridica per dimostrare che la strada era da sempre pubblica. A seguito di quel lavoro, il Catasto di Latina eseguì il 16 marzo 1988 una variazione d’ufficio, riassegnando al Comune di San Felice Circeo la particella relativa alla strada, individuata come Strada Comunale delle Batterie.

La questione è tornata con forza nel 2022. Il 25 maggio 2022 il Consorzio La Batteria e Vasca Moresca ha diffidato l’Amministrazione Comunale a riconoscere e prendere atto della natura privata della strada. L’associazione ha risposto il 27 giugno 2022 con una formale diffida ad adempiere, indirizzata all’Agenzia del Territorio di Latina, al Comune di San Felice Circeo, al settore urbanistica, edilizia, tutela ambientale e patrimonio, al Parco Nazionale del Circeo e, per conoscenza, anche ad altri enti competenti.

In quella fase Il Fortino ha contestato non soltanto la pretesa privatistica, ma anche il rischio concreto che la strada venisse progressivamente sottratta all’uso pubblico. Il sito dell’associazione ha documentato la presenza di personale privato al varco, episodi di ostacolo all’accesso e tentativi di blocco della fruizione pubblica della strada. Per prudenza e correttezza, più che parlare di “violenze”, è preferibile descrivere quei fatti come tentativi di chiusura, pressione e ostacolo alla libera fruizione, anche attraverso la presenza di personale privato.

Nel giugno 2022 l’associazione documentava la presenza di un guardiano al varco della Strada Comunale delle Batterie, definendo la situazione come un blocco stradale illegittimo e ribadendo che la strada doveva essere gestita dal Comune e non da soggetti privati. La visura catastale esposta dall’associazione indicava la particella come Strada Comunale delle Batterie, nel tratto dal cancello all’incrocio con Via Vasca Moresca.

Negli anni successivi il rischio di chiusura è diventato ancora più concreto. Nel giugno 2024 l’associazione ha denunciato che il cancello, già evocato in precedenza, era diventato realtà: durante un fine settimana risultava chiuso con un chiavistello e presidiato da personale privato. Per Il Fortino si trattava di una grave lesione della fruizione pubblica, perché sul tratto di strada esisteva quantomeno una dichiarazione di uso pubblico risalente agli anni Settanta, non superabile con una prova di forza da parte di soggetti privati.

La mobilitazione è uscita rapidamente dai confini locali. La petizione promossa per impedire che un terzo del Promontorio diventasse, di fatto, un giardino privato ha raccolto oltre 21.000 firme, dimostrando che la vicenda non riguardava una disputa tra pochi soggetti, ma un tema di interesse generale: accesso al mare, fruizione del Parco, tutela della scogliera, difesa della memoria storica e paesaggistica del Circeo.

La vicenda ha suscitato anche un rilevante interesse mediatico e istituzionale. Accanto alla rassegna stampa e all’attenzione dell’opinione pubblica, sono state presentate interrogazioni a livello regionale e parlamentare. Nel settembre 2023 l’associazione dava notizia dell’interrogazione parlamentare dell’on. Zaratti ai Ministri dell’Ambiente e della Cultura e dell’interrogazione regionale promossa da Daniele Leodori e La Penna sul passaggio in Via delle Batterie nel Comune di San Felice Circeo.

Un ulteriore elemento di difficoltà è stato rappresentato dalla posizione assunta dal Comune in alcune comunicazioni pubbliche, nelle quali la strada veniva indicata come proprietà privata. Per l’associazione, questa impostazione ha reso più complessa anche la possibilità di intervenire direttamente sul piano giudiziario, perché avrebbe comportato la necessità di contestare non solo le pretese dei privati, ma anche la posizione assunta dall’ente comunale.

Per Il Fortino, tuttavia, la questione centrale non è mai stata riducibile alla sola proprietà formale. Il punto decisivo era, ed è, l’uso pubblico della strada, la sua funzione storica di collegamento con luoghi di interesse generale, la sua presenza negli atti e nella memoria collettiva del paese, oltre al dovere dell’amministrazione di disciplinarne l’utilizzo nell’interesse pubblico.

Un punto decisivo è arrivato con la sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda di Via delle Batterie e Via Vasca Moresca. La pronuncia ha chiarito il nodo centrale della discussione: anche a voler discutere della proprietà formale della strada, resta fermo il dato dell’uso pubblico e, con esso, il potere-dovere del Comune di disciplinarne l’utilizzo nell’interesse generale.

Questa pronuncia chiude il punto essenziale della discussione: Via delle Batterie e Via Vasca Moresca non possono essere trattate come semplici spazi privati sottratti alla funzione collettiva che hanno storicamente svolto. Il tema non è mai stato soltanto catastale o proprietario, ma riguarda la fruizione pubblica di un accesso storico al Promontorio, alla scogliera, al Parco Nazionale e alla fascia costiera demaniale.

Anche dopo la sentenza, l’associazione ha continuato a vigilare. Nel maggio 2026 Il Fortino ha denunciato la nuova presenza di personale privato presso il varco, chiedendo a quale titolo tale personale fosse presente e quali funzioni esercitasse. L’associazione ha richiamato la necessità che Comune, Polizia Locale, Forze dell’Ordine e altri enti competenti verificassero la situazione e garantissero il rispetto dei principi affermati dal Consiglio di Stato.

La vicenda si è poi intrecciata con il tema della mobilità sostenibile. Il Fortino non si è limitato a chiedere la piena fruizione della strada, ma ha proposto soluzioni compatibili con la delicatezza ambientale dell’area, tra cui l’attivazione di una navetta elettrica. Questo tema viene approfondito nella sezione successiva.

La Strada Comunale delle Batterie resta dunque una vicenda esemplare del metodo del Fortino: studio dei documenti, ricostruzione storica, mobilitazione civica, petizione popolare, attenzione mediatica, interlocuzione istituzionale, interrogazioni, iniziative formali e proposta concreta.

Non è stata difesa soltanto una strada.

È stata difesa l’idea che il Promontorio, la sua scogliera, i suoi accessi storici, le sue batterie, i suoi sentieri e i suoi affacci sul mare appartengano alla memoria e alla fruizione della comunità, e non possano essere progressivamente chiusi, dimenticati o trasformati in spazi riservati a pochi.

 

Il Fortino La batteria

 

Estate 2026: la navetta elettrica per il Promontorio

La proposta della navetta elettrica per Via delle Batterie e la scogliera si inserisce nella stessa linea di lavoro: non limitarsi a denunciare i problemi, ma proporre soluzioni.

Il Promontorio è un’area delicata. La pressione delle auto, i parcheggi insufficienti, il rischio incendi, le difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso e il valore naturalistico dei luoghi rendono necessaria una gestione moderna, ordinata e sostenibile.

Per questo Il Fortino ha più volte sostenuto che l’accessibilità non debba essere confusa con l’invasione incontrollata delle auto. Difendere l’uso pubblico non significa pretendere che chiunque possa arrivare ovunque con il proprio mezzo privato, ma garantire che tutti possano fruire dei luoghi attraverso un sistema equo, sicuro, organizzato e rispettoso dell’ambiente.

La navetta elettrica rappresenta quindi un punto di equilibrio: consente di ridurre il traffico privato, limitare l’impatto ambientale, favorire l’accesso alla scogliera anche a chi non può percorrere lunghi tratti a piedi, migliorare la sicurezza e rendere più ordinata la fruizione di un’area fragile.

L’associazione ha accolto l’avvio del servizio come un primo risultato, ma ha anche segnalato le criticità: poche corse, capacità ridotta, incertezza sul rientro, necessità di una frequenza più efficace e di un sistema realmente comprensibile per cittadini, residenti, visitatori e turisti.

Anche qui il metodo resta lo stesso: apprezzare ciò che va nella direzione giusta, ma continuare a proporre miglioramenti concreti.

 

Il Fortino La batteria

 

Monitoraggio, cartelli e sensibilizzazione sulla scogliera di Punta Rossa e della Batteria

Accanto alla richiesta di fruizione pubblica e ordinata di Via delle Batterie, l’associazione ha svolto anche un’attività concreta di monitoraggio e sensibilizzazione sul posto, in particolare in prossimità del varco del civico 39 di Via delle Batterie, dove inizia il divieto di transito e sosta disposto dal Comune per ragioni di sicurezza, prevenzione incendi e accessibilità dei mezzi di soccorso.

In occasione dell’avvio del servizio di navette elettriche, Il Fortino ha monitorato il funzionamento del servizio anche presso il punto di arrivo, in prossimità del varco del civico 39, utilizzando quella presenza non solo per verificare l’effettiva fruibilità della scogliera, ma anche per rivolgere ai frequentatori un messaggio di educazione, attenzione e senso civico.

L’associazione ha infatti predisposto e collocato cartelli e promemoria rivolti a chi raggiunge la scogliera di Punta Rossa e della Batteria, ricordando che quei luoghi non sono soltanto “posti dove fare un bel bagno”, ma aree di altissimo pregio naturalistico, paesaggistico e storico, inserite nel Comprensorio naturalistico del Parco Nazionale del Circeo e legate alla presenza del Fortino napoleonico della Batteria.

La raccomandazione ha riguardato in particolare la scogliera e i sentieri che conducono ad essa, compreso l’ultimo tratto del sentiero del Parco n. 757, da Torre Fico alla Batteria. Si tratta di un percorso di grande valore storico, collegato alla cosiddetta “strada delle torri” e alla originaria Strada Comunale delle Batterie, che conduce al Fortino “La Batteria”, alla Cala dei Tuffi, alle piscine naturali e alle cosiddette Casette Verdi.

Questa attività si è resa necessaria anche a seguito di segnalazioni relative a comportamenti incivili: sacchi di rifiuti abbandonati tra gli scogli, bottiglie di plastica, lattine e danneggiamenti alla vegetazione e alla macchia mediterranea. Per questo l’associazione ha ritenuto doveroso richiamare tutti a comportamenti minimi ma essenziali: portare via i propri rifiuti, non danneggiare ginepri, macchia mediterranea e vegetazione, non accendere fuochi, non lasciare tracce del proprio passaggio e rispettare il silenzio della scogliera.
Anche questa iniziativa rientra pienamente nel metodo del Fortino: non limitarsi a rivendicare l’accesso ai luoghi, ma promuoverne una fruizione corretta, consapevole e rispettosa. Fruire bene significa anche rispettare: il tema non è solo come arrivare alla scogliera, ma come viverla senza comprometterne il valore naturalistico, paesaggistico e storico.

Il Fortino La batteria

 

2021-2024: Sentiero “da Moravia”, memoria, accesso e uso pubblico

Nel 2021 un altro fronte importante è stato quello del Sentiero “da Moravia”, nel territorio di Sabaudia.

La vicenda è stata seguita dall’associazione fin dal 2021, con esposti, segnalazioni, comunicazioni pubbliche e mobilitazione per la riapertura del passaggio. Già nel gennaio 2021 il sito documentava un esposto e aggiornamenti sul sentiero, segnalando la presenza di un cancello e l’intervento dell’associazione sul posto.

Il sentiero non è stato presentato soltanto come un accesso al mare, ma come un luogo della memoria culturale e civile, legato alla figura di Alberto Moravia e alla sua frequentazione di quel tratto di costa.

La battaglia ha assunto quindi un doppio valore: da un lato la difesa del diritto di passaggio e della fruizione pubblica, dall’altro la tutela della memoria di un luogo che appartiene alla storia culturale del territorio.

Nel 2021 la vicenda arrivò anche all’attenzione della stampa, con la petizione per la riapertura del sentiero e la volontà di interessare anche la Regione Lazio. Nell’agosto 2022 l’associazione ha poi seguito la riapertura, pubblicando contributi indirizzati al Comune di Sabaudia, alla Regione Lazio, al Parco Nazionale del Circeo e agli uffici competenti, e organizzando anche momenti simbolici sul posto.

Particolarmente significativo è stato il gesto di collocare la bandiera dell’associazione nel punto in cui Moravia era solito sostare, accompagnato dal cane. In quel gesto si sono unite memoria, paesaggio, diritto di accesso e difesa della fruizione pubblica.

Tra il 2022 e il 2024 la vicenda del Sentiero da Moravia è stata utilizzata anche come termine di confronto con la Strada Comunale delle Batterie. Il senso della battaglia è chiaro: se un passaggio storico, culturale e pubblico può essere restituito alla collettività a Sabaudia, lo stesso principio deve valere anche per i luoghi del Promontorio di San Felice Circeo quando hanno funzione pubblica, valore storico e interesse collettivo.

Nel 2024 l’associazione è tornata sulla vicenda con un giudizio molto critico sulla gestione amministrativa successiva. Il TAR del Lazio, già nel 2023, aveva ordinato la riapertura del sentiero, indicando per il futuro la necessità di adottare atti di gestione ordinaria, senza limiti temporali o di orario all’accesso al demanio; quella decisione fu poi confermata dal Consiglio di Stato. Secondo Il Fortino, invece di consolidare quel risultato con atti ordinari e stabili, il Comune di Sabaudia ha adottato una nuova ordinanza stagionale nel 2024, poi bocciata dal TAR perché non adeguatamente motivata. Per l’associazione, la vicenda dimostra che anche una battaglia vinta può essere indebolita da una gestione amministrativa incerta o non coerente.

Il caso del Sentiero da Moravia ha inoltre consentito di richiamare una questione più ampia: il problema degli accessi al mare sul lungomare di Sabaudia, dove risultano censiti 43 accessi dichiarati, molti dei quali, secondo quanto denunciato dall’associazione, non sono più chiaramente visibili se non sul sito del Comune. Anche per questo la battaglia sul sentiero non è stata letta come una vicenda isolata, ma come parte di un tema generale di fruizione pubblica della costa.

Il Fortino La batteria
il sentiero come era
Alberto Moravia
Sentiero "da Moravia"

 

2021-2025: Casette Verdi, concessione demaniale e bagno simbolico

Dal 2021 al 2025 la vicenda delle Casette Verdi, sulla scogliera di Punta Rossa, è stata uno dei casi più delicati seguiti dall’associazione.

Il Fortino ha ricostruito la storia della concessione demaniale n. 149 del 2008, relativa a un tratto di scogliera in località Punta Rossa, noto come “Casette Verdi”. L’area era già stata interessata da accertamenti di abusi sulla scogliera da parte del Corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri Forestali, fino al sequestro disposto dalla Procura di Latina nel 2018.

Nel 2021 furono ricollocati sull’area cartelli che indicavano l’esistenza di una concessione demaniale del 2008 e il divieto di accesso. Il 7 agosto 2021 l’associazione organizzò sulla scogliera un “bagno simbolico”, con la partecipazione di numerosi cittadini, per riaffermare il principio della fruizione pubblica di un tratto di costa demaniale. A seguito dell’iniziativa e di un esposto, fu comunicato informalmente all’associazione che il Comune aveva eseguito una revoca in autotutela della concessione pochi giorni prima del bagno simbolico.

Tra il 2021 e il 2023 si è sviluppata una lunga attività di accessi agli atti, esposti e richieste formali per chiarire l’esistenza della concessione, i suoi estremi, la sua eventuale revoca e il registro aggiornato delle concessioni demaniali marittime. Nel 2023 l’associazione ha ricostruito la vicenda definendola “concessione fantasma”, evidenziando che la concessione esisteva, aveva scadenza al 1° gennaio 2025 e risultava indicata con finalità di “riparazioni”, “rifiorimento” e “scogliera”, mentre sull’area erano state realizzate opere abusive, tra cui piscina e muretti che impedivano il libero transito sulla scogliera demaniale.

Nel 2025 la vicenda si è ulteriormente aggravata. Un nuovo controllo sul Sistema Informativo del Demanio ha evidenziato che la durata della concessione sarebbe passata da 17 a 19 anni, con scadenza slittata da gennaio 2025 al 30 settembre 2027, senza che risultasse pubblicato o comunicato alcun atto ufficiale a giustificazione della modifica. L’associazione ha sottolineato come tale circostanza appaia ancora più grave alla luce dell’epilogo giudiziario del giugno 2023, conclusosi con la demolizione della piscina e di altre opere abusive.

La battaglia sulle Casette Verdi ha avuto quindi un valore che va oltre il singolo tratto di scogliera. Ha mostrato come un luogo simbolico possa diventare il punto di emersione di problemi più profondi: concessioni poco chiare, rapporti tra demanio e interesse privato, mancata trasparenza, difficoltà di accesso ai documenti, tutela ambientale e necessità di controllo pubblico.

il fortino la batteria circeo
il sentiero come era
Alberto Moravia
la concessione fantasma delle casette verdi

 

2022-2024: Torre Fico, piazzale, strada e sentiero verso il Porto

Nel 2022 la battaglia su Torre Fico ha rappresentato un altro passaggio fondamentale nell’attività dell’Associazione Il Fortino.

La vicenda riguarda il sentiero n. 758, che da Torre Fico conduce fino al Porto, descritto dall’associazione come uno dei percorsi più importanti e suggestivi del Promontorio per bellezza paesaggistica, valore storico e potenzialità turistica.

Il tema non riguardava soltanto un sentiero. Riguardava il piazzale antistante l’accesso, la strada che vi conduce, la presenza di una sbarra con indicazione di proprietà privata, la scomparsa della bacheca della Forestale che segnalava il percorso, la scoperta di una discarica abusiva e, più in generale, il rischio che un altro luogo del Promontorio storicamente destinato alla fruizione collettiva venisse progressivamente chiuso o abbandonato.

Già nell’aprile 2022 l’associazione aveva presentato una formale denuncia contro ignoti, estesa per conoscenza alla Procura della Repubblica, chiedendo di verificare l’eventuale sussistenza del reato di danneggiamento aggravato di bene di pubblica utilità. Con separata comunicazione, era stato inoltre trasmesso un esposto relativo alla barriera di chiusura collocata sul piazzale antistante l’accesso al sentiero, con cartelli indicanti l’esistenza di una proprietà privata.

L’esposto richiamava il fatto che il piazzale era da sempre considerato di uso pubblico e che proprio da lì si accedeva al sentiero indicato dall’Ente Parco Nazionale del Circeo come n. 758. L’associazione segnalava inoltre che in quel punto era presente una bacheca in legno del Corpo Forestale dello Stato, con indicazione del sentiero e delle sue caratteristiche, poi non più presente perché presumibilmente divelta e scomparsa.

La questione era collegata anche agli interventi sui sentieri del Promontorio. Negli atti richiamati dall’associazione figuravano infatti l’accordo di collaborazione tra Ente Parco Nazionale del Circeo e Comune di San Felice Circeo per il ripristino delle infrastrutture verdi, della rete sentieristica e dei muretti a secco, nonché il ripristino del sentiero n. 758 da Torre Fico al Porto. Il tracciato veniva indicato come non percorribile a causa di frane, muri in pietra e scalette danneggiate, con necessità di sistemazione, messa in sicurezza e miglioramento della segnaletica.

Il 30 aprile 2022 l’associazione promosse quindi una mobilitazione pubblica, poi raccontata come “aperitivo a Torre Fico”, a favore della libera fruizione del Promontorio e dei sentieri del Parco Nazionale del Circeo. L’iniziativa fu presentata non come un’azione “contro” qualcuno, ma “per” qualcosa: per ribadire che certi luoghi sono beni comuni e non patrimonio di pochi, e per garantire che le generazioni future possano percorrere liberamente i sentieri e frequentare certi luoghi.

Quel momento ebbe anche un forte valore simbolico. Il cartello “Riapriamo la Strada” fu disegnato dai bambini presenti, richiamando il dovere degli adulti di permettere alle future generazioni di camminare liberamente sulla montagna e conoscere il Promontorio.

La mobilitazione mise in evidenza il contrasto tra il valore pubblico del luogo e la presenza di chiusure, sbarre e cartelli di proprietà privata. Il sito dell’associazione ricorda che sul piazzale antistante l’inizio del sentiero era stata collocata una sbarra da privati, con divieto di accesso in quanto proprietà privata, e che la vicenda comprendeva anche la scoperta di una discarica abusiva, la sparizione della bacheca della Forestale, gli esposti, le denunce e l’aperitivo del 30 aprile con “le generazioni future”.

Di fronte alla mancanza di riscontri, Il Fortino svolse proprie verifiche catastali. Nel giugno 2022 l’associazione pubblicò un intervento dal titolo significativo: “Torre Fico: strada e piazzale sono comunali”. Dalla visura del foglio catastale n. 37, dalla mappa attuale e dalla mappa d’impianto del 1931, l’associazione sostenne che il tratto interessato fosse in continuità con la Strada delle Batterie, oggi Via del Faro, e costituisse una derivazione verso il piazzale prospiciente Torre Fico, senza indicazioni di particella o graffature che lo unissero ad altre proprietà.

Secondo la ricostruzione pubblicata, strada e piazzale ricadevano dunque nelle superfici allibrate in catasto come strade pubbliche. Per questo l’associazione chiese la rimozione di cancello e sbarra e sollecitò il Comune a chiarire e tutelare la natura pubblica o comunque la fruizione collettiva del luogo.

Tra il 2024 e il 2026 la questione è rimasta aperta. L’associazione ha continuato a chiedere chiarezza e ha presentato istanze di accesso agli atti relative a Torre Fico, alla strada, al piazzale e al sentiero, ribadendo che non si tratta semplicemente di “riaprire un sentiero”, ma di ripristinare e tutelare luoghi pubblici o comunque storicamente destinati alla fruizione collettiva.

Anche questa battaglia rientra in una visione più ampia: impedire che strade, piazzali, accessi, belvederi e sentieri storicamente utilizzati dalla collettività vengano progressivamente chiusi, abbandonati o trattati come spazi privati.

Il Fortino La batteria
cancello Torre Fico
aperitivo Il Fortino
aperitivo Il Fortino
aperitivo Il Fortino
aperitivo Il Fortino

 

2021-2022: sentieri del Promontorio e rete escursionistica

Tra il 2021 e il 2022, accanto ai casi specifici del Sentiero da Moravia e di Torre Fico, l’associazione ha seguito più in generale il tema dei sentieri del Promontorio.

Il Fortino ha chiesto manutenzione, ripristino e valorizzazione della rete sentieristica, evidenziando come molti percorsi abbiano valore non solo naturalistico, ma anche storico, turistico e identitario.

L’associazione ha più volte denunciato il paradosso di un territorio di altissimo pregio, inserito nel Parco Nazionale del Circeo, nel quale percorsi storici e panoramici risultano talvolta non adeguatamente mantenuti, difficilmente accessibili o addirittura oggetto di chiusure e contestazioni.

Il tema dei sentieri è stato collegato anche alla trasparenza sull’uso delle risorse pubbliche. Nella categoria dedicata ai sentieri, il sito richiama una delle domande formulate nella Notte della Trasparenza e della Legalità, relativa ai fondi destinati alla messa in sicurezza dei sentieri.

Questa impostazione mostra ancora una volta il metodo dell’associazione: non limitarsi a chiedere la manutenzione, ma domandare come siano state impiegate le risorse, quali interventi siano stati programmati, quali priorità siano state definite e perché alcuni percorsi restino ancora in condizioni critiche.

La richiesta di fondo è stata quella di passare da una gestione episodica e difensiva a una vera politica di valorizzazione del Promontorio. I sentieri non sono solo percorsi escursionistici: sono infrastrutture leggere di conoscenza, salute, turismo sostenibile, educazione ambientale e memoria storica.

Il Fortino La batteria
il sentiero come era
Alberto Moravia

 

28 agosto 2021: Notte della Trasparenza e della Legalità

Il 28 agosto 2021 la richiesta di trasparenza e legalità ha trovato una delle sue espressioni pubbliche più significative.

Questo filone non è stato un tema separato dagli altri, ma il metodo stesso con cui Il Fortino ha affrontato le principali questioni territoriali.

Nella categoria “Trasparenza e legalità” rientrano numerosi interventi su temi diversi: beni pubblici, gestione del territorio, vicende amministrative, Torre Fico, centro storico, PTPR, sentieri, legalità, memoria civile e rapporto tra cittadini e istituzioni.

In questa area rientra anche la Notte della Trasparenza e della Legalità, organizzata il 28 agosto 2021 in Piazza Lanzuisi, presso la piazzetta del Comune. L’iniziativa aveva due obiettivi dichiarati: informare dettagliatamente sulle iniziative dell’associazione e richiedere l’attuazione dei principi di trasparenza e legalità previsti dalle leggi nazionali.

L’associazione rimase presente fino all’1.30 di notte, con tre pannelli espositivi a cavalletto e circa diciassette tavole prevalentemente grafiche. Non potendo occupare suolo pubblico in altra forma, ogni tavola fu utilizzata per porre domande su vicende concrete seguite dall’associazione. I temi affrontati furono molti: trasparenza amministrativa, Casette Verdi, Strada Comunale delle Batterie, desertificazione del centro storico, dragaggio del porto, spese per il lungomare, farmacia del centro storico, Portico di Gamma, muri e cemento sulla scogliera, Chiesa dell’Immacolata, PRAEET, ripetitori nel Parco, fondi per i sentieri del Promontorio, Sentiero da Moravia, accessi al mare di Sabaudia, Grotta delle Capre e conflitto di interessi.

Quella serata ha avuto un valore non solo simbolico, ma anche civico: riportare al centro il diritto dei cittadini a sapere, capire, partecipare e chiedere conto delle scelte pubbliche. In alcuni casi furono mostrati documenti inediti; molti cittadini si fermarono ad approfondire le tematiche trattate, anche provenendo da Sabaudia.

Da quell’impostazione sono derivati accessi agli atti, richieste formali, esposti, lettere aperte e comunicati.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza

 

2020-2026: territorio, ambiente e pianificazione

Nel periodo 2020-2026 Il Fortino ha seguito anche le questioni urbanistiche, paesaggistiche e ambientali, collocando le singole vertenze dentro il tema più ampio della gestione del territorio.

L’associazione ha pubblicato osservazioni, analisi e comunicati su PTPR, vincoli, trasformazioni del territorio, tutela della scogliera, decoro urbano, uso pubblico e protezione del paesaggio.

In questa attività emerge un metodo ricorrente: analizzare atti e documenti, renderli comprensibili ai cittadini, denunciare eventuali criticità e sollecitare l’amministrazione ad assumere decisioni trasparenti e coerenti con l’interesse pubblico.

La gestione del territorio non riguarda solo le grandi opere o gli strumenti urbanistici. Riguarda anche piccoli cambiamenti quotidiani: una panchina rimossa, un belvedere occupato, un sentiero lasciato chiuso, un accesso non segnalato, una scogliera non controllata, una strada storica dimenticata.

Per Il Fortino, la qualità di una comunità si misura anche da questi dettagli. Ogni piccolo arretramento nell’uso pubblico, nella cura del paesaggio o nella trasparenza amministrativa rischia di diventare, nel tempo, una perdita definitiva.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza

 

Ripetitori e PRAEET

Un ulteriore filone riguarda i ripetitori e il Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali.

L’associazione ha sollecitato maggiore attenzione nella gestione degli impianti di telecomunicazione, soprattutto quando collocati in aree sensibili dal punto di vista paesaggistico, ambientale o urbano.

Anche in questo caso il tema non è stato affrontato solo come questione tecnica, ma come problema di programmazione, controllo pubblico, prevenzione e tutela del territorio.

La posizione dell’associazione è stata quella di chiedere pianificazione, regole chiare e tutela preventiva, evitando che interventi impattanti vengano affrontati solo dopo l’emersione del problema.

Il tema dei ripetitori mostra come l’attività del Fortino non si limiti al mare o ai sentieri, ma riguardi più in generale il rapporto tra infrastrutture, paesaggio, salute, tecnologia e governo del territorio.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza

 

2020-2025: Chiesa dell’Immacolata, un luogo restituito alla comunità

A partire dal 2020 Il Fortino ha seguito anche la vicenda della Chiesa dell’Immacolata, chiedendone la riapertura e la restituzione alla comunità.

Questa battaglia ha assunto un valore simbolico: non si trattava soltanto di riaprire un edificio religioso, ma di recuperare un luogo identitario del paese, legato alla memoria, alla devozione e alla vita collettiva.

La successiva riapertura è stata quindi presentata dall’associazione come una vittoria della partecipazione e dell’impegno civico.

La Chiesa dell’Immacolata dimostra che l’attività dell’associazione non è stata solo difensiva. Non si è trattato soltanto di impedire chiusure, abusi o privatizzazioni di fatto, ma anche di contribuire a restituire luoghi alla vita della comunità.

Ogni luogo riaperto, ogni spazio recuperato, ogni bene tornato accessibile rappresenta un segnale: quando i cittadini si interessano, insistono, documentano e partecipano, qualcosa può cambiare.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza

 

Patrimonio storico, archeologico e culturale

L’attività dell’associazione ha riguardato anche il patrimonio storico, archeologico e culturale del Circeo.

Il Portico di Gamma, le ville romane, le torri costiere, il sistema delle batterie, la memoria della presenza napoleonica e i beni archeologici del territorio sono stati oggetto di articoli, approfondimenti e richieste di chiarimento.

Già nel 2021 l’associazione richiamava l’attenzione sull’elenco dei beni sottoposti a vincolo archeologico presenti nel territorio comunale, trasmesso dalla Soprintendenza al Comune di San Felice Circeo nel 1960. Quel richiamo nasceva dalla preoccupazione che il patrimonio archeologico locale non fosse adeguatamente conosciuto, custodito e valorizzato dalle istituzioni competenti.

L’associazione ha cercato di contrastare l’abbandono e la perdita di memoria, richiamando le istituzioni alla responsabilità di conservare e valorizzare luoghi che appartengono non solo alla storia locale, ma alla storia collettiva del territorio.

In questa prospettiva rientra anche la questione più recente della gestione dei beni culturali del Circeo e di Sabaudia. L’associazione ha espresso forte preoccupazione per l’Accordo di valorizzazione sottoscritto tra Ministero della Cultura e Comune di Terracina, relativo anche a beni di straordinaria importanza situati fuori dal territorio di Terracina, tra cui la Grotta Guattari, le Terme Romane, la Casarina e altri beni archeologici e culturali del comprensorio.

Il punto critico, per Il Fortino, non è la valorizzazione in sé, ma il metodo: beni che appartengono alla storia, all’identità e alla vita culturale di San Felice Circeo e Sabaudia non possono essere inseriti in percorsi di gestione o valorizzazione senza un coinvolgimento pieno, diretto e trasparente delle comunità e degli enti territorialmente interessati.

La tutela del patrimonio culturale non può essere ridotta a un’operazione amministrativa calata dall’alto, né a una semplice occasione di promozione turistica. Quando si parla di Grotta Guattari, delle ville romane, delle torri, delle batterie, dei resti archeologici e dei luoghi identitari del Circeo, si parla di memoria collettiva, di responsabilità pubblica e di diritto delle comunità locali a conoscere, partecipare e incidere sulle scelte.

Il patrimonio archeologico e storico non può essere ridotto a elemento ornamentale o turistico. È una parte essenziale dell’identità della comunità. Quando un bene viene dimenticato, lasciato senza cura, sottratto alla conoscenza pubblica o gestito senza adeguata trasparenza, non si perde soltanto una pietra antica: si perde un frammento della memoria collettiva.

Per questo Il Fortino ha sempre collegato la tutela del patrimonio culturale alla partecipazione civica. Conoscere i luoghi significa poterli difendere. Raccontarli significa restituirli alla comunità. E decidere sul loro futuro significa coinvolgere chi quei luoghi li vive, li custodisce e li riconosce come parte della propria identità.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza

 

Centro storico, La Ringhiera e decoro urbano

Nel centro storico l’associazione è intervenuta su diversi temi: uso degli spazi pubblici, decoro urbano, occupazione di suolo pubblico, tutela dei belvederi, alberature storiche, arredi pubblici e qualità complessiva della vita collettiva.

La Ringhiera è stata indicata come uno dei luoghi simbolici del paese. L’associazione l’ha definita l’unico belvedere panoramico verso il mare all’interno della cerchia muraria del centro storico, distinguendolo da Vigna La Corte, che resta esterna alle mura. Proprio per questo, Il Fortino ha chiesto che quel luogo resti realmente fruibile, accessibile e riconoscibile come spazio pubblico.

La vicenda della Ringhiera non riguarda soltanto tavoli, sedie o occupazioni temporanee. Riguarda il significato stesso di un luogo che, per generazioni, è stato spazio di incontro, gioco, affaccio, memoria e vita quotidiana del paese. Il sito dell’associazione ricorda come, per chi è cresciuto nel centro storico, La Ringhiera fosse anche un luogo di giochi semplici, di socialità spontanea e di appartenenza comunitaria.

Negli anni l’associazione ha contestato usi eccessivamente privatistici o commerciali di spazi che devono restare fruibili da tutti. Già nell’estate 2022 Il Fortino aveva inviato al Comune un esposto e diffida sulla situazione del belvedere La Ringhiera, ritenuto sostanzialmente sottratto alla collettività e dato in gestione di fatto a un uso commerciale troppo invasivo.

A questa vicenda si è collegato anche il tema del leccio storico della Ringhiera, abbattuto dopo anni di segnalazioni e divenuto simbolo di una gestione non adeguata del centro storico. L’associazione ne ha richiamato il valore paesaggistico, ambientale e storico, ricordando che quell’albero aveva offerto ombra e accompagnato la vita di tante generazioni. La sua perdita è stata letta non come un semplice fatto di decoro, ma come una ferita alla memoria del luogo.

Nel 2025 Il Fortino è tornato sulla vicenda denunciando il rischio che anche il nuovo leccio piantumato, simbolo di rigenerazione e memoria collettiva, venisse soffocato da attrezzature e arredi commerciali collocati in piena area pedonale e storica. Anche in quel caso la questione posta dall’associazione è stata una questione di decoro, trasparenza e rispetto del patrimonio collettivo.

Il centro storico non è soltanto un insieme di strade, vicoli e piazze. È il cuore della memoria comunitaria. Ogni trasformazione che ne altera la fruizione pubblica, ogni occupazione che riduce gli spazi comuni, ogni elemento di decoro rimosso, trascurato o sostituito da arredi funzionali solo al consumo incide sulla qualità della vita collettiva.

In questa prospettiva rientra anche la vicenda delle panchine rimosse dal centro storico. L’associazione ha chiesto il recupero e la ricollocazione delle panchine comunali, richiamando il loro valore non solo materiale, ma anche sociale: sedersi, sostare, incontrarsi, guardare, conversare, vivere gratuitamente lo spazio pubblico sono funzioni essenziali di un centro storico vivo.

Anche il tema del decoro urbano è stato affrontato in modo non episodico. L’associazione è intervenuta su pannelli pubblicitari, scritte, deturpazioni, abbandono, arredi incongrui e uso improprio degli spazi, richiamando cittadini e istituzioni alla responsabilità condivisa nella tutela del centro storico.

Il Fortino ha cercato di richiamare amministrazione e cittadinanza a un principio di equilibrio: attività economiche, vivibilità, decoro, memoria e fruizione pubblica devono coesistere, senza che l’interesse particolare prevalga stabilmente sull’interesse generale. Il centro storico può essere luogo di accoglienza e lavoro, ma non deve perdere la propria natura di spazio pubblico, comunitario e identitario.

Centro storico belvedere Circeo - Il Fortino
Centro storico la ringhiera Circeo - Il Fortino
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
leccio della Ringhiera
leccio della Ringhiera
leccio della Ringhiera
leccio della Ringhiera

 

Educazione civica, memoria e cultura

Accanto alle azioni di tutela territoriale, Il Fortino ha mantenuto una linea culturale ed educativa.

Nel giugno 2023 si è concluso con successo anche il Laboratorio artistico Ninetta, dedicato alla realizzazione della bambola di lana e stoffa per il bambino piccolo. L’iniziativa ha visto la partecipazione di persone che, con entusiasmo e accuratezza, hanno portato a termine un articolato lavoro manuale, guidate dalle insegnanti Beatrice Dall’Olio e Lucia Morassi. L’associazione ha ringraziato anche il Parroco Don Carlo per aver messo a disposizione gli spazi della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, auspicando che quel laboratorio potesse diventare un appuntamento ricorrente.

Questo laboratorio si inserisce nella tradizione del Fortino che, accanto alla salvaguardia del territorio, ha promosso attività artistiche, culturali e sociali: mostre di pittura per artisti locali, corsi di ceramica, tessitura e grafica. È un’attività pienamente coerente con le finalità associative, che richiamano anche il recupero delle tradizioni locali e l’incentivo alle libere forme di espressione creativa di beneficio per la collettività.

La valorizzazione delle foto storiche, dei video della memoria, delle tradizioni locali, delle testimonianze, dei luoghi identitari e delle iniziative culturali rientra pienamente nelle finalità associative.

 

Negli anni l’associazione ha sostenuto e diffuso iniziative culturali, artistiche, sociali e civiche, sempre con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e la consapevolezza del valore del territorio.

Accanto alle azioni di tutela territoriale, Il Fortino ha mantenuto una linea culturale ed educativa.

La valorizzazione delle foto storiche, dei video della memoria, delle tradizioni locali, delle testimonianze, dei luoghi identitari e delle iniziative culturali rientra pienamente nelle finalità associative.

Negli anni l’associazione ha sostenuto e diffuso iniziative culturali, artistiche, sociali e civiche, sempre con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e la consapevolezza del valore del territorio.

La memoria non è nostalgia. È uno strumento di futuro. Conoscere come erano vissuti i luoghi, quali percorsi erano utilizzati, quali spazi erano pubblici, quali tradizioni animavano la comunità, aiuta a comprendere meglio ciò che oggi rischia di essere perduto.

Per questo Il Fortino ha lavorato anche sul racconto: fotografie, documenti, testimonianze, video, articoli, ricordi personali e collettivi. Una comunità che dimentica più facilmente accetta la perdita dei propri luoghi. Una comunità che ricorda, invece, può riconoscere più rapidamente ciò che va difeso.

Notte delle legalità e della trasparenza
Film Umanità Circeo Il Fortino
Gina di Bucci Il Fortino
Ninetta Il fortino
Ninetta Il fortino

 

Il metodo del Fortino: osservare, documentare, proporre

Dalle prime iniziative del 2020 fino agli sviluppi più recenti, emerge un metodo costante.

Il primo passo è l’osservazione: ascoltare le segnalazioni, verificare i luoghi, capire se una criticità è episodica o strutturale.

Il secondo passo è la documentazione: fotografie, mappe, atti, delibere, concessioni, ordinanze, sentenze, testimonianze, rassegna stampa.

Il terzo passo è l’azione formale: accessi agli atti, esposti, istanze, lettere aperte, richieste agli enti competenti.

Il quarto passo è la comunicazione pubblica: articoli, post, video, petizioni, incontri, iniziative simboliche.

Il quinto passo è la proposta: soluzioni pratiche, alternative amministrative, richiesta di manutenzione, navette, riaperture, regolamentazioni, controlli e collaborazione.

Questo metodo ha permesso all’associazione di non limitarsi alla protesta. Il Fortino ha cercato di essere un presidio civico, un soggetto capace di tenere insieme memoria, studio, legalità, partecipazione e proposta.

In molte vicende l’associazione ha stimolato altri soggetti: cittadini, comitati, associazioni, amministrazioni, enti pubblici, stampa, forze politiche, uffici tecnici, autorità di controllo. Questo stimolo è sempre stato esercitato con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita comunitaria e di tutelare l’interesse generale.

Non si tratta di sostituirsi agli enti competenti, ma di ricordare loro il dovere di agire. Non si tratta di contrapporsi alle altre organizzazioni, ma di sollecitare collaborazione. Non si tratta di alimentare conflitti fini a sé stessi, ma di costruire consapevolezza, partecipazione e soluzioni.

Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Notte delle legalità e della trasparenza
Tessera Il Fortino Moravia
Torre fico

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