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Borgo Sabotino: dal disarmo alla rinascita (radioattiva)?
Dopo aver speso ingenti risorse pubbliche per lo smantellamento della centrale nucleare di Borgo Sabotino – oltre 19.000 tonnellate di materiale radioattivo ancora presenti nel sito e un processo iniziato nel 1999, tuttora incompleto – torna d’attualità il tema dell’energia atomica in Italia, alimentato da una serie di annunci e decisioni governative.
Il Governo ha infatti avviato un nuovo piano nazionale per il rilancio del nucleare, puntando su reattori modulari avanzati (AMR) e piccoli reattori modulari (SMR), basati comunque sulla fissione nucleare – la stessa tecnologia alla base dei disastri di Chernobyl e Fukushima.
Oltre ai costi ufficiali per lo smantellamento, restano fuori dai bilanci pubblici dichiarati quelli legati alla presenza costante, per quasi trent’anni, di circa 70 addetti impiegati stabilmente nel sito.
Una forza lavoro continua che ha comportato un onere silenzioso ma rilevante per le casse dello Stato, stimabile in decine di milioni di euro complessivi.
Nel frattempo, riemerge un’ipotesi inquietante: riattivare la centrale di Latina, chiusa da oltre trent’anni, come riportato da diverse testate locali.
Il territorio torna così al centro del dibattito nazionale, alimentando timori e interrogativi.
A questo si aggiunge un fatto singolare: la Provincia di Latina ha ricevuto quasi 900.000 euro di finanziamento pubblico, con una motivazione tutt’altro che trasparente. Si tratta di ristori per la presenza della centrale? Di un compenso preventivo per future servitù nucleari?
Come se non bastasse, arriva la doccia fredda del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha annunciato lo stop al progetto del Deposito Unico Nazionale per le scorie radioattive.
L’Italia, afferma, “punterà sui 22 depositi temporanei già esistenti” – tra cui proprio quello di Borgo Sabotino.
Una frase che suona come una sentenza definitiva: il sito pontino potrebbe diventare un deposito permanente, senza che le comunità locali siano mai state realmente coinvolte nella scelta.
In questo contesto, sorge un legittimo dubbio:
si stanno predisponendo ristori anticipati per compensare una decisione già presa, ovvero il mantenimento indefinito delle scorie a Borgo Sabotino?
La rinuncia al totale smantellamento dell’impianto e la persistenza di rischi ambientali, come quelli connessi alla grafite radioattiva nel reattore e al rischio di alluvioni (dato il livello del mare), pongono una questione di sicurezza pubblica non più eludibile.  

Il video allegato si riferisce alla centrale nucleare vicina a noi e sono del 2016.
Ma le attività di smantellamento non sono ancora concluse.
https://www.facebook.com/fortino.circeo.7/videos/289252776166615/